Alberi come statue: i monumenti della Val d’Orcia

Sono alti e possenti, come colonne, ma sono dinamici e vivi come opere d’arte, sono secolari eppure fragili, sono gli alberi monumentali della Val d’Orcia. Dei cinquantacinque alberi monumentali che abitano sparsi in Toscana, ben due sono in Val d’Orcia, segno della antichità del luogo e della sua rinomata storia naturale.
Non possono mancare in questo elenco i cipressi di San Quirico d’Orcia, noti in tutto il mondo, situati sulla via Cassia, rappresentati in migliaia di foto, cartoline, film e impressi indelebilmente nella memoria dei visitatori. Imponenti, eleganti, disposti come in posa tra le colline, sono loro la vera porta di accesso alla città, il bigliettino da visita che San Quirico mostra da secoli, un pezzo imprescindibile del paesaggio valdorciano che ha ottenuto il riconoscimento dell’UNESCO.
Non meno bella né meno imponente è la signora della Val d’Orcia, la Quercia delle Checche di Pienza, talmente antica e famosa da essere il primo monumento verde della storia d’Italia. Con i suoi 19 metri di altezza, i suoi trecento anni di età, è un dolce rifugio per gli uccelli da cui prende il nome, le gazze, in dialetto le checche. Sotto le sue fronde centenarie, che molto avrebbero da raccontare, sono tanti gli uomini che hanno trovato riparo. Principi, re, grandi signori? A voi il piacere di immaginare.
La cura e l’amore che i valdorciani ripongono nel loro territorio passa anche dall’attenzione e dal rispetto per queste immense creature verdi. Un tempo nei luoghi dove ora appaiono sparsi gli alberi monumentali, vi erano foreste, immensi boschi, di cui oggi sopravvive qualche reliquia. I valdorciani sentono l’amore per gli alberi come se fossero parenti stretti, madri, sorelle, fratelli, padri.
La natura si basa su delicati equilibri e gli alberi monumentali hanno disegnato il paesaggio che ha reso famosa la Val d’Orcia: senza i cipressi o la Quercia delle Checche, non sarebbe lo stesso paesaggio da sogno, da cartolina; per questo vanno tutelati.
E gli alberi in silenzio, con lentezza non umana, con la pazienza della natura, sono lì ancora giorno dopo giorno, da secoli, a ringraziare l’uomo del rispetto e dell’affetto.
Se non credete alle capacità empatiche degli alberi, sappiate che sono recentissimi e toscanissimi gli studi che dimostrano le capacità delle piante di tessere relazioni tra loro –relazioni chimiche s’intende-, di reagire al territorio circostante, e anche di compiere movimenti, millesimali. Perciò, quando venite in Val d’Orcia, venite ad abbracciare i cipressi di San Quirico, salutateli con affetto, che forse sono tanto rigogliosi e belli perché sanno di essere tanto famosi! Sono loro i veri VIP della nostra terra!
Il Capitano Hotel Collection vi aspetta, per parlare di alberi e di tutte le altre bellezze che vi riserverà la vacanza a San Quirico d’Orcia!

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